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Identità Sarda

Ho vissuto coi venti, coi boschi, colle montagne. Ho guardato per giorni, mesi ed anni il lento svolgersi delle nuvole sul cielo sardo. Ho mille e mille volte poggiato la testa ai tronchi degli alberi, alle pietre, alle rocce per ascoltare la voce delle foglie, ciò che dicevano gli uccelli, ciò che raccontava l’acqua corrente. Ho visto l’alba e il tramonto, il sorgere della luna nell’immensa solitudine delle montagne, ho ascoltato i canti, le musiche tradizionali e le fiabe e i discorsi del popolo.” 

La Regione Sardegna è la prima regione d’Italia ad approvare la sua

Legge Regionale sulla biodiversità e sviluppo sostenibile,che si ricollega al codice dei beni culturali e del paesaggio, sottolineando la stretta interconnessione tra patrimonio naturale e culturale.

La Legge Regionale n. 4/2025 persegue due finalità principali:

  • La tutela e la conservazione della flora autoctona
    Attraverso una serie di misure e divieti specifici, la legge mira a proteggere le specie vegetali originarie della Sardegna, garantendone la sopravvivenza e la salvaguardia nel loro ambiente naturale, e riconoscendone il suo valore ambientale, naturalistico, paesaggistico, identitario, sociale, scientifico, culturale, turistico e produttivo
  • Il contrasto dei fenomeni di biopirateria nel territorio regionale, arginando l’appropriazione o l’utilizzo abusivo di risorse genetiche autoctone, in particolare di specie vegetali, a fini commerciali non autorizzati

https://www.vistanet.it/cagliari/2019/12/10/il-discorso-saggio-e-toccante-di-grazia-deledda-quando-ritiro-il-nobel-il-10-dicembre-1927

https://www.sardegnaforeste.it/notizia/approvata-la-legge-regionale-n-42025-un-passo-importante-la-conservazione-e-valorizzazione

https://www.sardegnaforeste.it/flora/ginestra

Meraviglie d’Ogliastra

Il nuraghe Serbissi oltre ad essere tra i più belli e panoramici di tutta la Sardegna possiede anche una caratteristica che lo rende unico. Sotto di essi infatti è presente una grotta lunga circa 206 metri dove vennero rinvenuti vari reperti archeologici databili al 1600 a.C circa. Altra curiosità è data dal fatto che la grotta può essere percorsa completamente grazie a due ingressi, uno ricade nel territorio comunale di Osini e l’altro in quello di Gairo.

In foto l’ingresso sul versante di Gairo.

Tratto da: FB Fabrizio Bibi Pinna

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